mercoledì 7 maggio 2008

Joe Egan a Radio Rosa, novembre 1979

Grande mobilitazione ci fu per l’arrivo di questo cantautore inglese, che in passato era stato parte di un duo, gli “Steelers Wheel”, insieme al più famoso Gerry Rafferty, quello della celeberrima “Baker Street”. Joe Egan, che venne a Radio Rosa - prima tappa del suo tour promozionale in Italia - per presentare il suo album “Back on the road”, era accompagnato da un bel numero di discografici della RCA, dal suo chitarrista e da un “budellone” inglese trovato chissà dove. Per l’occasione ognuno di noi portò da casa propria un po’ di cose per rendere l’ambiente della radio il più carino ed accogliente possibile: tavolini, poltrone, piante, quadri etc. Al termine dell’intervista, che andò molto bene, non appena Joe Egan e gli altri ospiti se ne furono andati, ognuno di noi riportò a casa gli oggetti che erano serviti da ornamento e gli studi di Radio Rosa tornarono ad essere i soliti, ovvero un po’ squallidini. Naturalmente Joe Egan e la sua “Back on the Road” (gran bella canzone, n.d.r.) non ottennero alcun successo, nonostante - o forse a causa (!?) - della nostra notevole promozione!
Tratto da "Radio Rosa Story", Stefano Lucarelli


Il Mundialito di Radio Rosa Livorno

IL MUNDIALITO!
di Paolo Taradash

Il mundialito ha sicuramente contrassegnato in positivo l’ultimo periodo di Radio Rosa, che pure, nell’ultimo suo anno di vita, non ha avuto molto di buono da raccontare.
La nascita: come spesso accade alle cose belle, anche il mundialito fu frutto assolutamente del caso.
Correva l’anno 1981 e, si potrebbe dire che non aveva ancora il fiatone visto che eravamo appena al 3 gennaio… Il caso volle che quel giorno, molti anni prima, nascesse un bel bambino ?!????!!!…mi correggo.. nascesse un bambino di nome Renzo Lucherini…. decidemmo (io, Raffaele e Marco Jr.) di fargli un bel regalo. Me ne incaricai io e così, senza badare a spese, gli comprai un bellissimo….“Ovino Kinder Sorpresa”!
Dubito che, nonostante ne fosse il beneficiario, Renzo ne sia riuscito a mangiare un pezzetto, ma la cosa più importante fu la…. sorpresa. Era un contenitore giallo a forma di barilotto delle dimensioni presumibili di 5 cm. di altezza e 3 cm. di larghezza, il suo contenuto era un “gaucho” che, mi ricordo perfettamente, una volta montato di ogni suo pezzettino fu impiccato da alcuni di noi a un chiodo del muro!?!
Rapidamente eliminato il “gaucho” restava quel buffo contenitore giallo che immediatamente fu preso a calci da tutti i presenti. Siccome quel pomeriggio eravamo tutti oberati da pressanti impegni…. decidemmo di organizzare seduta stante una specie di sfida ai rigori, il barilotto sarebbe stato la palla, la pseudo “sala d’attesa” della radio diventò il campo di gioco, la porta della stanza, strano a dirsi, fece la parte della porta e noi eravamo sia i tiratori che i portieri.
Per dubbio spirito patriottico nessuno scelse di rappresentare l’Italia, e così Marco Jr. fu l’Inghilterra (il carattere flemmatico e le inclinazioni musicali giustificarono la scelta), Stefano, al tempo militare a Verona, scelse l’Uruguay (la grinta e l’insofferenza al rispetto delle regole spiegarono il perché…), Raffaele prese l’Argentina (la capellonità dei gauchos e l’imprevedibilità del Palumbo ben coincidevano), Renzo s’impossessò della Germania (preciso e pignolo, che altro poteva scegliere?) e io mi presi il Brasile (creatività e una, modestamente, certa propensione a cogliere la vittoria resero azzeccato il connubio). Insomma nacque il Mundialito.
Naturalmente anche il Mundialito non si sottrasse al progresso e agli aggiornamenti rapidi e così, già dalla seconda edizione, il barilotto giallo sparì per far posto ad una più consona (e giocabile!) soffice pallina gialla, (al tempo indispensabile componente di un gioco estivo molto in voga chiamato soft-tennis).
Ai 5 rigori per parte della prima edizione si sostituirono i 6 rigori che ci permisero di dare al mundialito la dignità dei canonici 2 tempi formati da 3 rigori per giocatore!!! In breve tempo il Mundialito diventò l’appuntamento più atteso della settimana per tutti noi.
Fondammo la FIFA-PAURA che era l’organo preposto al controllo della regolarità di tutte le partite!?! Ogni giocatore diede il via a una personale ricerca di sviluppo tecnico su come calciare e parare meglio i tiri avversari. Infatti ognuno di noi aveva le proprie scarpe da mundialito….(personalmente usavo delle polacchine con ottimi risultati….), e pantaloni il più possibile scampanati per offrire maggior barriera possibile, naturalmente ogni squadra aveva il proprio organo di stampa col quale metteva i propri tifosi a conoscenza di tutte le novità riguardanti le singole squadre.
Ad esempio c’era il “Football Maker” redatto con grande cura da Marco jr. durante le pause che il lavoro in banca evidentemente gli concedeva; oppure la “Gazeta do Brasil”, un fogliaccio fatto a mano dal sottoscritto con tutte le folli curiosità sulla mia squadra; “El Jurnal Deportivo” era il must dei tifosi argentini (si fa per dire…) che era curato dal sempre fantasioso Palumbo…e altri ancora rallegrarono i nostri disperati del sabato pomeriggio, giorno consacrato all’effettuazione del Mundialito.
Gli aneddoti che fanno parte della storia del Mundialito sono innumerevoli, quindi ne sceglierò alcuni dei più esilaranti.
Una delle prime edizioni si doveva effettuare a… Buenos Aires quindi l’organizzazione era curata da Raffaele. Tra le molte idee il prolifico Palumbo ebbe anche quella di incidere l’inno del mundial con tanto di dichiarazione di apertura dello stesso annessa!?! Scelse il brano “Venceremos” degli Intillimani e visto che ormai non disponevamo più di uno studio di registrazione, una domenica mattina pregò Alessandro Fincato, che stava conducendo il suo serio programma musicale, di cedergli mixer e microfono per un paio di minuti. Il buon Fincato, sorpreso e incuriosito accettò di buon grado e così Raffaele, fatto partire il brano “Venceremos” in uno spagnolo improbabile declamò: “Declarò apierta la segunda edicion del mundial argentino”!!!. Il tutto (ovviamente) in rigorosa diretta radiofonica…. poi fermò la cassetta degli intillimani, si prese la sua delirante registrazione, ringraziò lo choccatissimo Fincato e… se ne andò soddisfatto!
Inutile dire che per Alessandro non fu facilissimo riprendere il filo della sua trasmissione dopo un’evento del genere.
Io, spesso vincitore col Brasile, ero un po’ malvisto dalla FIFA-PAURA… (invidia?), cosi’ durante un’edizione in cui segnò Juarì, (che, come qualcuno ricorderà era solito festeggiare i suoi gol girando intorno alla bandierina del corner), replicai il suo gesto, solo che in mancanza della bandierina scelsi il cestino della spazzatura e, inavvertitamente, lo rovesciai…. Apriti cielo, fu squalificato Juarì e radiato il Brasile per proteste……! E pensare che l’Uruguay di Stefano ogni edizione devastava tutto….infatti fu radiato pure lui. Non si può dire che la FIFA-PAURA avesse degli scrupoli…!
Il Mundialito era diventato la “droga” delle nostre serate e, da buona droga una dose non ci bastava più, così inventammo i “Memorial”, ovvero dei tornei infrasettimanali dove commemoravamo ogni sorta di caduto/i.
Onorammo (si fa per dire) tra gli altri, la memoria di: Maurizio Barendson, Gigi Peronace, le “vittime” delle visite del Papa - durante un viaggio del Santo Padre in Pakistan ci furono una ventina di morti fra la folla a causa della calca -, Paolo Carosi, allenatore della Fiorentina, licenziato per scarsissimo rendimento e onorammo perfino la memoria un…. moscone (?) che introdottosi incautamente nella radio in qualche modo non ne uscì vivo…..!
Una volta ci fu anche “un’invasione di campo”. Si stava giocando l’ennesimo Memorial in notturna, questa volta intitolato all’amica “muta”, nel senso che non diceva una parola nemmeno a pagarla oro, di Marco Giarola che, nel Mundialito di un sabato pomeriggio, versò calde lacrime - senza proferir lamenti - poiché colpita a un occhio dalla pallina respinta dal portiere uruguajo Rodriguez (Stefano). Insomma, durante la finale del prestigioso “Memorial Muta”, Uruguay - URSS (Marco Vecchio), l’inquilino del piano di sotto, esasperato dal caos da noi generosamente prodotto, venne a suonare alla porta per protestare energicamente. Noi (Raffaele, Stefano ed io) vigliaccamente mandammo ad aprire l’ingenuo Marco Vecchio, alla sua prima e ultima apparizione nel mundial…. Mentre noi, ben sapendo a che cosa andava incontro, producemmo un rapido coprifuoco e ci nascondemmo nel buio, Marco fece del suo meglio per dare una spiegazione logica e accettabile al furioso inquilino che non parve molto soddisfatto, tant’è che salutò lanciando imprecisate minacce. Vedere poi noi che ci facevamo i 4 piani che ci separavano dalla strada a gruppi di due, e completamente al buio per non far rumore e, rischiare quindi, di essere intercettati… credo resterà una delle scene più comiche di quel periodo.
Col Mundialito ci divertimmo tutto l’inverno, poi i problemi generali della radio ebbero il sopravvento su tutto, Mundialito compreso.
Facemmo in verità qualche pallido tentativo di rimettere in vita il Mundialito, ma ci rendemmo conto rapidamente che si poteva fare solo al quarto piano di via Marradi 187. Era la follia pura che animava quelle stanze a rendere così divertente un giochino in fondo… sciocco! Altrove sarebbe stato solo una forzatura, così il Mundialito restò nei nostri ricordi come ennesimo simbolo di un periodo magico in cui un gruppo di amici, oltre a fare ascoltare dell’ottima musica a tutti, dimostrarono di sapersi divertire con poco si, ma con immensa creatività, generando da una sorpresina di un ovetto kinder, innumerevoli pomeriggi e serate trascorse nel massimo divertimento.
Tratto da "Radio Rosa Story", Stefano Lucarelli

giovedì 1 maggio 2008

Un anno fa...


...in partenza per Orciano dove si è tenuta la "Ribotta del Trentennale" (1 maggio 2007).
Da sinistra: Graziano, Paolo P., Federico. Stefano, Marco O., Raffaele, Paolo T., Rossella.
La foto è stata scattata davanti al portone di Via Marradi 187, dove si trovava la sede di Radio Rosa Livorno.